TINKERING: COSTRUZIONE DELLE PIRAMIDI

Anno scolastico 2024/2025

Attività storica a classi aperte. Il progetto mira a sviluppare competenze STEM e il pensiero creativo attraverso sperimentazione pratica.

Progetto Realizzato

Presentazione

Durata

dal 28 Gennaio 2025 al 3 Febbraio 2025

Descrizione del progetto

Il progetto si è sviluppato come una sfida di Ingegneria Creativa (Tinkering), fondendo l’analisi storica della civiltà Egizia con l’applicazione pratica dei principi di stabilità strutturale, problem solving e geometria.

1.  Valutazione delle preconoscenze

 

Questa fase iniziale è stata cruciale per mappare il bagaglio di conoscenze e le rappresentazioni mentali degli alunni riguardo l’Egitto e le piramidi. Ci si è accorti che possedevano misconoscenze legate ai costruttori di piramidi, pensando che questi ultimi fossero solo schiavi.  I risultati hanno orientato le fasi successive, permettendo di integrare l’intervento didattico con i concetti mancanti o errati.

2.  Approfondimento storico e contestualizzazione

 

Per fornire una base storica solida alla sfida di costruzione, è stata adottata una metodologia interattiva.  Utilizzando il tool MIZOU (o uno strumento di intelligenza digitale per la simulazione di interviste impossibili), gli alunni, a coppie,  hanno partecipato a una “intervista impossibile” con un costruttore di piramidi egizio. Gli alunni hanno formulato domande chiave (es. “Come alzavate i blocchi?”, “Quanto tempo ci voleva?”) per svelare i segreti ingegneristici e le sfide logistiche della costruzione. In questa fase hanno compreso la complessità, l’organizzazione del lavoro e le tecniche costruttive utilizzate dagli antichi Egizi, passando da una visione mitizzata a una più realistica.

3.  La sfida di Tinkering e costruzione

 

Questa è stata la fase centrale di Problem Solving pratico. Gli alunni hanno lavorato in modo sperimentale sui principi della statica e della geometria. Hanno utilizzato zollette di zucchero (utilizzate come mattoni) e colla vinilica diluita (utilizzata come malta). In gruppo hanno lavorato per la realizzazione delle proprie piramidi.  La vera sfida era trovare la quantità ottimale di “malta” e la disposizione corretta delle zollette per raggiungere la massima altezza e stabilità, gestendo la progressione decrescente dei livelli.

4. Osservazione, confronto e riconoscimento storico

 

Dopo la costruzione, si è passati alla fase di analisi critica e di naming storico. Gli alunni hanno esposto i propri modelli e hanno osservato e confrontato le diverse soluzioni strutturali. Si sono discusse le strategie vincenti e i punti di instabilità. In questa fase, alcuni bambini, con stupore, si sono accorti di aver involontariamente realizzato una Ziqqurat Sumera (struttura a gradoni), anziché una piramide egizia a facce lisce. Questo insight ha generato una discussione immediata sulla differenza tra piramide egizia e ziqqurat, trasformando l’errore in un prezioso momento di apprendimento storico-geografico e di affinamento della precisione terminologica.

5. Analisi e Autovalutazione Finale

 

L’ultima fase ha portato alla riflessione metacognitiva sul processo di apprendimento. La classe ha analizzato collettivamente le criticità incontrate (es. il tempo di asciugatura della glassa, il peso eccessivo dei piani superiori, l’instabilità delle basi rettangolari) e i punti di forza (es. l’uso sapiente della simmetria, la pianificazione degli strati inferiori). Nonostante i crolli e le difficoltà, il processo è stato caratterizzato da una forte autovalutazione positiva da parte degli alunni. Hanno riconosciuto il valore dell’approccio “prova e riprova”, comprendendo che l’errore è parte integrante del processo di Tinkering e innovazione. Al termine del percorso hanno acquisito la consapevolezza che l’ingegneria è una sfida complessa che richiede pazienza e adattamento costante.

Obiettivi

  •  Riconoscere l'ingegneria e la complessità del progetto alla base delle vere piramidi egizie, sviluppando apprezzamento per le abilità costruttive delle civiltà antiche. Promuovere la collaborazione e la divisione dei compiti all'interno del gruppo per la realizzazione di un obiettivo comune.
      • Identificare e applicare il principio di stabilità strutturale (la base più larga sostiene la cima) essenziale per la costruzione di una piramide.
      • Migliorare la capacità di visualizzazione spaziale e di misurazione, pianificando la disposizione delle zollette sui diversi strati.
      • Utilizzare in modo pratico concetti di base come la simmetria, la base quadrata.
      • Osservare e comprendere come la forza di gravità e la distribuzione del peso influenzino la stabilità e il collasso della struttura.
      • Incoraggiare l'approccio del "prova e riprova" (Tinkering), imparando dagli errori di costruzione (i crolli) per migliorare la progettazione nelle fasi successive.
      • Riconoscere l'ingegneria e la complessità del progetto alla base delle vere piramidi egizie, sviluppando apprezzamento per le abilità costruttive delle civiltà antiche.
      • Promuovere la collaborazione e la divisione dei compiti all'interno del gruppo per la realizzazione di un obiettivo comune

Luogo

Scuola Primaria "Caduti e dispersi senaghesi"

VIA REPUBBLICA 6, 20030 SENAGO (MI)

Partecipanti

Alunni e alunne delle classi 4B e 4C del plesso Caduti e Dispersi Senaghesi

Risultati

Il progetto ha prodotto risultati significativi sia a livello di conoscenza che di competenza pratica.

Gli alunni hanno interiorizzato il principio che la stabilità dipende dalla base, osservando direttamente il maggior successo delle piramidi a base quadrata rispetto a quelle a base rettangolare. L'errore di costruzione, che ha portato alla realizzazione involontaria di Ziqqurat, ha generato un momento di apprendimento spontaneo e profondo, permettendo di distinguere chiaramente la piramide egizia dalla ziqqurat sumera. L'Intervista Impossibile ha rafforzato la comprensione delle sfide ingegneristiche dell'antichità e ha portato gli studenti a smontare le misconoscenze comprendendo che in realtà, i costruttori di piramidi, erano abili ingegneri e non schiavi. I bambini hanno dimostrato una grande capacità di approccio iterativo, imparando dagli errori (crolli) e modificando continuamente la strategia costruttiva, concludendo il progetto con una forte autovalutazione positiva riguardo all'importanza del "tentativo e fallimento" nel processo di invenzione.  Ottimi risultati nella collaborazione, con una divisione efficace dei compiti e una comunicazione focalizzata sulla risoluzione dei problemi.